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116 DEGLI ANNALI

prigionia fuori del regno: e divisa la Tracia tra Roemetalce, suo figliuolo, che si sapeva essersi contrapposto al padre, e li figliuoli di Coti pupilli, e a loro dato per tutore e governatore del regno, Trebellieno Rufo, stato pretore, come già Marco Lepido a’ figliuoli di Tolomeo in Egitto. Rescupori si mandò in Alessandria, dove, per fuga tentata o appostagli, fu ucciso.

LXVIII. E nel tempo medesimo Vonone causato, come dissi in Cilicia, corruppe le guardie per fuggirsene (sott’ombra di cacciare) per li Armeni nelli Albani e nelli Eniochi, al re di Scizia suo parente. Lasciata la maremma s’imboscò, e corse a tutta briglia al fiume Piramo. I paesani, udita la fuga del re, avevano rotto il ponte; nè potendol guazzare, Vibio Frontone capitano di cavalli, in su la riva lo riprese; e Remmio Evocato, sua prima guardia, incontanente di stoccate l’uccise, quasi per ira; ma si crede perchè e’non ridicesse che ei lo corruppe.

LXIX. Germanico, tornato d’Egitto, trovò gli ordini lasciati nelle legioni e città, levati o guasti. Agre parole ne disse contra Pisone, il quale non meno acerbi fatti contr’a lui ordiva. E vollesi partire di Sorìa; ma ristette, sentendo Germanico ammalato. E quando seppe ch’ei migliorava, e se ne scioglievano i boti, fece mandar da’ littori sozzopra le vittime e gli apparati della plebe festeggiante, perch’ei guariva in Antiochia. Andossene dipoi in Seleucia, per attender la fine della ricaduta di Germanico, il quale s’accresceva il maligno male col tenersi da Pisone affatturato; trovandosi sotto il suolo, e nelle mura ossa di morti, versi, scongiu-