Pagina:Tacito - La Germania, versione di F. T. Marinetti, 1928.djvu/133

133 ATTO VANNUCCI - DISCORSO SU TACITO

Gracchi, Ortensio e Marco Tullio, troverai la casa di questi despoti che disonorano l’umana natura, e che ad un cenno fanno tremare l’universo. Di là ascolterai tutta la storia di una tirannide che succede a una Repubblica: la vedrai cominciare quasi timidamente e sotto le apparenze della libertà: poi crescere a poco a poco, farsi gigante, imperversare, e dar di piglio nell’onore, negli averi e nel sangue: e spaventato dall’orribile vista domanderai a te stesso per quale vicenda di obbrobri il genere umano potesse precipitare a tanta abiezione: chiederai come si spengesse ad un tratto tutto lo splendore della romana virtù: come mai l’energia e l’alterezza di un tempo cedessero il luogo alla più bassa viltà, come a un popolo di eroi succedesse un gregge di pecore, come gli uomini avvezzi a comandare al mondo potessero obbedire al vituperoso imperio di un mostro, di un fanciullo, di un imbecille, di un pazzo che uccidono per capriccio e per divertimento, che ricoperti di sangue e contornati di carnefici, di sgherri e di meretrici si fanno adorare e temere da più di cento milioni di uomini. Di per te stesso troverai forse la soluzione di questo brutto problema: e quella indegna servitù e quella brutale tirannide diminuiranno la tua maraviglia allorchè considererai che anche all’età nostra dopo tanto progresso dell’umana ragione, vivono despoti che sebbene meno potenti di quelli di Roma trattano gli uomini come bestie da macello e da soma, e divorano le intere nazioni e il mondo cristiano li tollera, e gli onora quando ad essi prende diletto di recarsi a diporto per le contrade civili d’Europa. Tu, uomo del secolo decimonono, hai da piangere e vergognare della soverchia sofferenza dei moderni uomini quando pensi alle stragi immanissime che desolarono la Galizia, quando