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130 ATTO VANNUCCI - DISCORSO SU TACITO

ta con isdegnose parole per trarne una conseguenza salutevole ai suoi concittadini. Che l’idea dominante di Tacito sia quella di trarre dal confronto un rimproccio ai Romani, a me pare che apparisca chiarissimo. Che poi si movesse a scrivere questo opuscolo con questo unico fine, non vi sono prove sulle quali si possa affermare per certo. Entrato una volta in materia, venivano naturali le allusioni e i confronti, ed ei li toccò sottilmente, e intese a dare anche qui quei severi insegnamenti morali che sono la prima e più nobile qualità di ogni sua opera. Nella mente di lui i Germani che non curano di scavar preziosi metalli e di farsi ricchi, che aborriscono di dare il denaro ad usura, che usano parchi e semplici cibi, e dalla pompa delle vesti rifuggono e si acconciano le chiome solamente per mostrarsi più tremendi ai nemici, sono un severo rimprovero ai Romani violenti, usurieri, furiosi nell’amore delle ricchezze, dei vietati guadagni, degli stravizi bestiali alle mense, delle ricercatezze e delle morbidezze nei vestimenti, vaghi di portare splendide e odorose le chiome per piacere alle donne, e desiderosi di vedere piuttosto rovinata la Repubblica che la loro pettinatura scomposta. La religione in Germania non è una viltà nè un’adulazione ai potenti: e se tengono profetesse e Dee certe donne e perchè credono essere in esse queste qualità concesse dai loro numi: mentre a Roma per lo contrario il senato con piacenteria codardissima decreta onori divini ai tiranni, a lor figlie e sorelle, e avvi anche chi con suprema impudenza giura di averne veduto volare le anime al cielo. Presso i Germani più vagliono gli onesti costumi che altrove le buone leggi: severi sono i matrimonii, l’adulterio e la prostituzione non si conoscono: le vedove non si rimaritano: le madri allattano da sè i propri