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SULLE FRONTIERE DEL FAR WEST | 143 |
— John, — disse Harry — lo vedi?
— No.
— Che sia fuggito?
— Uhm!... Ci aspetterà, per darci battaglia.
— E noi dovremo rimanere qui finchè piacerà a quell’orsaccio? Io ho già le budelle in fondo ai talloni ed il mio stomaco reclama imperiosamente qualche cosa da riempirlo.
— Ed il mio non meno del tuo, — rispose l’indian-agent, colla sua solita voce calma. — Sai che cosa dovresti fare per ora? Stringi la cinghia dei calzoni e lascialo brontolare a suo piacimento.
— Eppure assaggerei così volentieri uno zampone di quell’animalaccio!
— Si dice anzi che quelli di compare old Ephraim siano più saporiti di quelli dei neri e si aggiunge anche, perchè tu sappia in avvenire regolarti, che siano più difficili a conquistarsi. Vuoi provare? Da vero amico, io non ti darei mai un tale consiglio.
— Tu vuoi concludere che noi siamo bloccati.
— O assediati, ciò che fa lo stesso, — rispose John.
— Sicchè dopo il blocco della miniera....
— Viene questo.
— Che sarà però meno pericoloso poichè abbiamo i nostri rifles e le palle mordono bene la carne.
— Lo vedremo.
— Dubiti?
— Odi come urla ancora? Si è fermato a pochi passi da noi, e puoi essere certo che non ci abbandonerà se prima non avrà lasciato nelle nostre mani i suoi zamponi o ci avrà massacrati tutti a colpi d’unghioni, giacchè le sue mascelle non possono ora più funzionare come prima.
— Vuoi spaventarci, John?
— Niente affatto.
— Lascia un po’ vedere. Sono un buon tiratore e se posso fargli saltare il cranio....
— Sarai bravo, — rispose l’indian-agent, alzandosi e facendogli posto.
Harry, il quale era sicurissimo dei suoi colpi non meno del gigante, si avanzò, strisciando verso l’uscita della nicchia, ed osò sporgere la testa; ma non riuscì a scorgere il terribile animale il quale, dopo aver ricevuto quel colpo di fucile, si era affrettato a ritirarsi dietro un altro sprone del cañon, per aspettare, a colpo sicuro, i suoi feritori e farli a brani.
— Old Ephraim sta medicandosi fuori di portata delle nostre carabine, — disse. — Deve essere di pessimo umore poichè l’odo brontolare come una caldaia a vapore.
— Non deve essere certamente contento, — rispose l’indian-agent.