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vava un distinto ingegnere, per convincersi del difetto assoluto di pietra da costruzione in queste regioni. Vallelunga infatti è tutto fabbricato con mattoni, tuttochè si debbano cuocere i laterizi colla paglia.

Mancano assolutamente non solo le calci idrauliche naturali, così abbondanti su varie ferrovie interne della Sicilia, ma perfino i calcari ordinarii per fabbricare calci idrauliche colla loro associazione alla pozzolana.

Anche l’acqua, che nell’epoca delle pioggie assorbita dalle argille è la causa delle frane e che assorbita dalle sabbie prolunga per molto tempo i moti franosi, fa nell’estate difetto in una parte notevolissima della zona ivi percorsa della ferrovia.

Sotto il rapporto materiale da costruzione tutto questo tratto di ferrovia si trova in condizioni molto infelici relativamente alla linea di Montedoro, dove le opere d’arte furono calcolate a prezzi elevati rispetto alle altre ferrovie.

Colle sabbie si trovano or qua or là ciottoli di arenarie che, se fossero abbondanti, potrebbero fornire materiale atto a formare blocchi artificiali per la difesa della ferrovia contro le corrosioni e per i drenaggi. Ma sono così sari e così sparsi da dovere essere considerate come completamente trascurabili.

Nella direzione di Alia esistono arenarie silicee; Esse sono tuttavia molto distanti dalla linea.

La ferrovia per una lunghezza di 5 chilometri nel Vallone Lungo e poscia nel tratto tra Garcia ed il Salice si trova quindi per la strettezza del vallone e per il difetto dei materiali di costruzione in condizioni più infelici che i corrispondenti tratti della ferrovia di Montedoro e della ferrovia delle Imere.

Tenendo conto delle precedenti osservazioni, il costo delle varie opere d’arte per metro cubo, deve quindi essere per tutta la regione del Torto sino a Vallelunga, calcolato ad una cifra molto più elevata, che per la linea di Montedoro e per la linea delle Imere.

Dall’incontro del torrente Bilici, la ferrovia è relativamente in buone condizioni per una lunghezza di 9 chilometri circa, sino al torrente Barbarigo.

Qui incominciano le dolenti note. Qui giunti i vecchi ingegneri dell’Isola si trovarono in presenza della catena di Castellaccio e