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storico, quando per la maggiore sua brevità non fosse dato pienamente d’intenderlo. È manifesto in fatti, a chi ben veder voglia, che le circostanze vere ed essenziali, mentre le si possono raccogliere da tutti insieme, le si trovano poi tutte in ciascuno; ed è quindi, che se da un lato lo storico nel suo ristretto racconto non disse abbastanza, dall’altro i novellatori, a malgrado della loro romanzesca amplificazione, hanno conservato molto a supplirlo. Frattanto dal Panvinio in sino al suddetto Carli non abbiamo per primo storico di questo fatto se non che esso Dalla Corte, il quale è già tenuto dal gran Maffei per accurato in quello che aspetta l’aver consultato le Cronache antiche, tante delle quali non ponno essere arrivate agli scrittori di quasi due secoli dopo. E sebbene sia vero, che in qualche incontro non lo à fatto con tutta critica, ciò pure ammettendo, non potrà alcuno negare a lui quella fede, in quanto al sommo delle cose, che pel fatto gli procacciano lo stesso amor patrio, e