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Prussia, la Germania, la Russia, l’alta e la bassa Italia, e perfino le Indie costrussero, e stan costruendo strade ferrate, cosicché sarebbe con questo mezzo aperta fra poco la rapida comunicazione da Napoli alle più lontane regioni.

In tale stato di cose non è difficile conoscere quale sarebbe la condizione di quello Stato, che persistesse nella posizione eccezionale di escludere nel suo interno l’uso e la varia applicazione delle macchine a vapore. Le manifatture sotto tutti i loro rapporti sarebbero ad un prezzo così al di sopra delle straniere, che qualora si pretendesse ottenere l’equilibrio commerciale coll’asprezza eccessiva delle leggi daziarie, il contrabando con tutti i suoi immorali accessorii ingigantirebbe a fronte dei più efficaci e rigorosi mezzi di repressione. Or che sarebbe se le merci estere si trovassero affollate ai suoi confini? Quale umana forza o mezzo di materiale impedimento potrebbe far argine a questa vera alluvione? L’ostinata nazione verrebbe ad esser soffocata dall’affluenza straniera, poiché tutti, in possesso dei mezzi più perfetti ed economici, le innalzerebbero all’intorno una barriera insormontabile che torrebbe ad essa la vitalità sociale, né potendo trovarsi la risorsa ne’ mezzi indiretti, forza é livellarsi, adottando quei mezzi stessi resi a tutti comuni.

Non v’ha dubbio che, come dice un moderno autore, l’utilità delle macchine e dell’applicazione del vapore, come in tutte le altre umane cose, diminuisce in quelli che primi le adottarono, secondo che l’uso estendendosi, viene adottato anche dalle altre nazioni. Imperocché è certissimo, che i vantaggi eccezionali spariscono allorquando le risorse parziali e di eccezione, generalizzandosi, vanno a divenire stato normale di tutta la società locché dimostra che quei vantaggi di privilegio ed ec-