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«en chaise de poste, ou à cheval sur les grandes routes ».

Se dunque i temuti pregiudizi non hanno peso, restano solo i vantaggi che sono immensi, tanto materiali, quanto morali; non meno che individuali ed universali. Se si guarda il commercio, fruisce della minorazione delle spese di trasporto, e della immensa sollecitudine che rende commerciabili molte cose, che coi mezzi ordinari restano giacenti e prive di valore. Se si guardano gl’individui, godono del risparmio della spesa, e più valutabilmente del tempo che è di gran lunga preferibile alla stessa spesa; non che della inalterabile sicurezza in viaggio, non potendo questa in verun modo venire alterata. Se si guarda il Governo, è favorito dalla prontezza nel pubblico servizio della corrispondenza, e da significanti risparmi sulle stazioni postali, sul mantenimento dei corrieri, sui movimenti della truppa, e su tutti gli altri trasporti che ogni giorno gli occorrono.

Ai quali immensi vantaggi materiali si aggiunge l’altro morale non meno valutabile del miglioramento della società che viene per conseguenza immancabile dell’aumento dei rapporti sociali; imperocchè è certo, che coll’avvicinamento cessano le inimicizie e le antipatie, cui subentrano le relazioni, e le affezioni vicendevoli; di che è facile il persuadersi, considerando l’immensa diversità che passa nella condotta, e nelle abitudini degli uomini che menano vita selvaggia in luoghi inospiti, dagli altri che vivono in società, ed in continue relazioni.

Se imponentissimi sono i vantaggi sopranunciati, a quale immensità si eleveranno i vantaggi stessi cumulandovi quelli che ridondano sugl’interessi universali? Ma poichè di cosa trattasi non ipotetica e nuova, ma già adottata ed in uso presso quasi tutti i popoli civilizzati, sono di maggior peso e di assai più efficacia gli