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stenere l’immenso aggravio di sussidiare tante migliaja di consumatori inerti ed inoperosi. Potrà al più questo fatto provare, che non si accorse al rimedio, almeno con efficacia, per modo di vedere della classe influente, che preferì, fin ora accorrere sistematicamente con sussidi, anzichè convenire in misure più giuste, più morali, più efficaci.

Comunque però ciò sia, se quelle funeste conseguenze a tempo debito considerate, avrebbero potuto tener perplesse quelle nazioni che furono prime, se e come adottare quelle migliorie, stà in fatto, che a quelle fecero seguito la Germania, l’Olanda, il Belgio, senza parlare delle altre; in guisa che ripeteremo, non esser oggi più elezione ma necessità l’uniformarvisi, per quegli stati che tuttora ne manchino. E tanto più è necessario in quelli che non si trovino in circostanze di abbondare di fabbriche e di operai, che possano dai nuovi metodi esser danneggiate, ma in posizione di dover scegliere, o di contentarsi di adottare i metodi oramai resi comuni, mercè i quali con pochi operai si ottengono molti lavori, e così procurare di trovarsi in concorrenza coll’estero, o di rinunziare a qualunque speranza di sussistere, dappoichè il continuare cogli antichi sistemi le lavorazioni li porterebbe fuori di qualunque concorrenza, e lascierebbe tutti nell’ozio e nella miseria.

L’incolpazione di esser causa del pauperismo, data alle macchine ed al vapore in genere, viene corroborata e concretata maggiormente trattando delle strade ferrate, imperocchè, con tutta precisione enumerate le varie professioni che si suppongono percosse e distrutte da questo nuovo ritrovato, si fa uno spaventoso elenco di persone che vanno a rimaner prive di sussistenza;