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atto di camminare, traendo un oggetto non ben determinato, presso un’erma itifallico, in una moneta di Nicea di Bitinia1.

A spiegare la ragione di questi ermi oltre alla predilezione degli Arcadi per questa forma di statue (predilezione già notata da Pausania)2, potrebbe, a mio avviso, concorrere il seguente fatto. Gli ermi servivano per indicare la via e ciò non fa d’uopo ch’io dimostri3; or Pano a somiglianza del padre di lui Mercurio, fu dio delle vie e de’ viandanti, ond’ebbe il soprannome di εὔοδος, ἐνόδιος, πομπαῖος4.

Giunti a questo punto, sarà bene il ritornare al tipo segestano dal quale prendemmo le mosse. Io credo di avere enumerate quelle rappresentazioni per le quali il duca di Luynes potè scorgere il dio Pane nel suo tetradrammo, e in conseguenza dovrebbe scorgersi anche nelle altre monete di Segesta. E quelle rappresentazioni hanno con queste tale affinità, tanto nel soggetto principale che in alcuni accessorj, che altra volta io pure seguii l’opinione dell’accademico francese5. Che se ora ho voluto lasciarla, parendomi che il tipo locale del fiume Crimiso debba avere predominio maggiore su quello del dio Pane, devo tuttavia confessare che a seguire questa spiegazione s’incontrano gravi difficoltà volendo spiegare il significato dell’erma; il quale sarebbe facile a dichiarare (siccome ho mostrato poc’anzi) qualora stesse accanto al dio dell’Arcadia.

Lo studio de’ tipi che hanno formato l’argomento di que-

  1. Dumersan, Gab. d’Allier de Hauteroche, tav. XI, n. 5. Mueller, l. cit., § 404, 3, p. 661.
  2. VIII, 48, 4.
  3. Vedi Welcker, l. cit., II. p. 456 segg.
  4. C. I. Gr. n. 4838. Euripide, Iph. 1125; Imero. Ecl. XII, 8. Εὐόδιος in un iscrizione presso Keil, Philologus, 1853, p. 176.
  5. Bull. dell’Ist. Arch. 1865, p. 67.