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XIII.

Gli Agli, i Panciatichi, i Brunelleschi, gli Arrigucci coi loro palazzi forti ed eleganti occuparono questo ceppo di case del quale faceva parte un’altra delle più vetuste chiese di Firenze, pur essa soppressa nel 1785 e pur essa trasformata in guisa che oggi se ne cercherebbero invano i resti.

San Leone, volgarmente e comunemente detta San Leo, sorgeva sulla piazzetta che allora aveva nome da lei e che più tardi si è chiamata dei Brunelleschi e dei Marroni; aveva la fronte volta a mezzogiorno prospettando le case degli Arrigucci e da tergo confinava con varie case degli Arrigucci e dei Brunelleschi passati circa il 1450 nei figli di Ludovico Boni1.

San Leo era ricca d’oggetti d’arte e sulla sua facciata vedevansi, oltre ad un arca sepolcrale de’ Brunelleschi due stupendi leoni di marmo, posti forse per allusione al titolo della chiesa2.

L’attuale grandioso palazzo dei Marchesi Medici, stato precedentemente degli Altoviti e innanzi ancora dei Ricci, fu formato riunendo una quantità di case che qui e nelle adiacenti strade possedeva la potente consorteria degli Agli3. Quelle corrispondenti in Piazza dei Brunelleschi furono anche degli Arrigucci. Un vicolo tortuoso e frastagliato di case e di torri divideva i possessi degli Agli dal palagio dei Panciatichi e dalle case dei Boni già dei Brunelleschi e sboccava in Piazza di S. Leo di fianco alla chiesa.

Delle case dei Panciatichi e dei Boni non resta che il ricordo, e lo spazio che esse occupavano fu adoperato per allargare la Via anticamente detta dei Guidalotti e poi dei Boni e per formare dinanzi al grandioso palazzo ampliato e, si può dire riedificato, dagli Orlandini, un elegante giardinetto che oggi serve ad uso di birreria4.

Il palazzo dei Panciatichi fu il primo che questa famiglia abitò giunta appena a Firenze da Pistoia donde si ritrasse per cagione della rabbia delle fazioni e doveva essere assai grande e ricco 5.