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178 PARTE SECONDA

inscritto fra quelli dei defunti nella settimana precedente.

Mesi e mesi erano scorsi dacchè era stata posta in seggio la giunta estraordinaria. Contradittorie voci andavano in giro per la città. I genitori, le mogli, i figliuoli, i congiunti degl’inquisiti assediavano del continuo le anticamere dei giudici, riportando parole di conforto degli uni, minacce terribili degli altri. Il popolo, sempre mal disposto inverso quelli che la pubblica potestà perseguita, obbliava che quegli accusati erano stati già oggetto per lui di reverenza e di affetto, e omai risguardavali come malfattori. La polizia si era data molta briga per ottenere questo effetto. Essa avea calunniato gli inquisiti, dipingendoli come empi, come riprovati dalla nostra santa madre Chiesa, come biastemmiatori, come fabbricatori di veleni, rapitori di fanciulli. Quei nobili cuori, sentendosi abbandonati dal popolare interessamento, erano prostrati. L’Austria poteva esser crudele o generosa a suo senno, ma non fu nè crudele nè generosa.

Il re di Piemonte, il re di Napoli, il duca di Modena e la duchessa di Parma aveano sparso il sangue dei loro sudditi. L’Austria non imitò in questo il loro esempio. Ed ecco il perchè si può dire ch’essa non fu crudele. Ma è egli d’uopo spiegare il perchè non si può encomiarla per clemenza?

Giunsero alla fine le determinazioni dell’imperatore Francesco intorno alle conclusioni della giunta. Alcuni degl’inquisiti furono riposti in libertà, ma assoggettati alla invigilanza della polizia, e astretti a rimanere in città. Quelli fra loro che testè occupavano una carica o