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cercarmi, non mi troverete, perchè veder non mi vogliono, e di me si fanno beffe. Si verrete tra la gente bassa, sì sfacciati sono, che poco curansi di me. Si verrete tra le donne, sì maritate come vedove e donzelle, parimenti non mi troverete, perciò che mi fuggono come mostruosa cosa. Si verrete tra’ religiosi, sarò da loro lontana, perciò che con bastoni e con gallozze mi scacciano di modo ch’io non ho finora abitazione, dove mi possa fermare; e se io con voi non m’accompagno, mi veggo d’ogni speranza priva. Il che il vento e l’acqua sentendo, si mossero a compassione, e in sua compagnia l’accettorono. Non stettero molto insieme, che si levò una grandissima fortuna; e la meschinella, travagliata dal vento e dall’acqua, non avendo onde posarsi, si sommerse nel mare. Laonde io la cercai in molti luoghi, ed ora la cerco; nè mai la potei ritrovare, nè anco persona che dir mi sapesse, ove ella fosse. Onde non la trovando, nulla o poco di lei mi curo; e però io farò a modo mio, e voi al vostro, perciò che oggi nel mondo non si trova la vergogna.

La favola da Diana recitata, quantunque da lei fusse biasmata, nondimeno tutti non poco la comendorona. Ma ella, che non era ambiziosa, nè molto si curava di queste lodi, il suo enimma in tal guisa propose:

Una gran donna e bella fra le belle,
     Regna nel mondo fra l’umane genti;
Nè la più strana v’è sotto le stelle.
     Aggrada l’uom, ma ha in sè vari accidenti.
Il corpo inferma, ogni virtude svelle;
     Il senno strugge e tutti i sentimenti.
Miser chi in in sue man cade per sorte,
     Che il sangue asciugge, e genera la morte.