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Duo lo discalcin, quattro di riguardo
     Chiudin le porte, ed otto stian di su.
Mentre ch’io feci un tale fitto effetto,
     L’uno scoperto si fuggì di netto.

Non men di piacere fu lo enimma che la favola da Alteria ingeniosamente raccontata. E quantunque ciascuno dicesse il parer suo, non però fu veruno che pienamente intender lo potesse. Laonde Alteria, vedendo che vanamente si perdeva il tempo nè ci era alcuno che aggiungesse al segno, levatasi in piedi disse: Non che io sia degna di questo onore, ma acciò che non si sparghino le parole indarno, dirò quello ch’io sento. Un gentiluomo era andato in contado con la sua famiglia, sì come lo state più delle volte avenire suole, ed aveva messo nel suo palagio una vecchiarella per guardia; la quale, come prudente ed accorta, ogni sera discorreva per tutto, se scoprire poteva alcuno che involar volesse. Una sera la sagace vecchia, andando per casa e fingendo di fare alcune sue bisogne, vide un ladro che era sopra il palco e guatava per un pertugio quello che la donna faceva. La buona donna non volse gridare; ma, saggiamente fingendo il padrone esser in casa con molti serventi, disse: Andate al letto omai, messer Bernardo; e duo serventi lo vadino a scalzare, e quattro chiudino l’uscio e le finestre, e otto stiano di sopra a far buona guardia. Mentre che la vecchiarella fece cotal ufficio, il ladro, dubitando esser scoperto, se ne fuggì: e così la casa salva rimase. Finito e risoluto il dotto enimma da Alteria raccontato, Cateruzza, che le sedeva appresso, conobbe che a lei toccava il terzo arringo della prima notte. Onde con viso allegro in tal maniera a dire incominciò.