Pagina:Straparola - Le piacevoli notti I.djvu/246


— 214 —


Qui impose fine Vicenza al suo enimma: il quale da diversi diversamente fu interpretato; ma niuno fu de sì saputo ingegno, che l’intendesse. Il che vedendo, Vicenza prima trasse un focoso sospiro; indi con chiaro viso così disse: Altro non è il mio proposto enimma, che la fredda gelosia: la quale, macilente e scolorita, con amore ad un medesimo tempo nacque; ed abbraccia gli uomini e le donne, come l’amichevole ellera il caro tronco. Costei di cordoglio si pasce, perciò che il geloso sempre in affanno vive. Veste di bruno, per esser il geloso di continovo malenconico. Questa dechiarazione molto piacque a tutti, e specialmente alla signora Chiara, il cui marito ingelosiva di lei. Ma acciò che niuno non s’avedesse ciò esser detto per lui, la Signora comandò che alle risa si ponesse silenzio, e che Lodovica, a cui toccava di favoleggiare la volta, desse principio; la qual così cominciò.


FAVOLA III.


Ancilotto, re di Provino, prende per moglie la figliuola d’un fornaio, e con lei genera tre figliuoli; i quali essendo persequitati dalla madre del re, per virtù d’un’acqua d’un pomo e d’un uccello vengono in cognizione del padre.


Io ho sempre inteso, piacevoli e graziose donne, l’uomo esser il più nobile e il più valente animale che mai la natura creasse; perciò che Iddio lo creò alla imagine ed alla similitudine sua, e volse ch’egli signoreggiasse e non fusse signoreggiato. E per que-