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palazzo alquanto rilevato dal piano, sopra un’isoletta posto. E perchè era molto vago ed al dominio loro soggetto, lo volsero vedere. Ed accostatisi all’isoletta, fecero scala, e giù di nave smontorono. Non erano ancora aggiunti al palazzo, che Pietro pazzo e Luciana, figliuola del Re, li conobbero; e scesi giù delle scale, gli andorono incontra, e con strette accoglienze benignamente i ricevettero. Ma il Re e la Reina, perciò che erano tutti trasformati, non i conobbero. Entrati adunque nel vago palazzo, minutamente lo videro, e molto lo comendorono; e scesi giù per una scaletta secreta, andorono nel giardino: il quale al Re ed alla Reina tanto piacque, che giurorono a’ giorni suoi non averne veduto un altro che più li piacesse. In mezzo del bel giardino eraci un albero che sopra un ramo aveva tre pomi d’oro; ed il guardiano, per espresso comandamento di Luciana, i custodiva che involati non fussero. Ma, non so come, il più bello, non avedendosi il Re, occultamente nel seno, gli fu posto. E volendosi partire il Re, disse il guardiano a Luciana; Signora, uno de’ tre pomi, ed il più bello, ci manca: nè posso sapere chi involato l’abbia. Allora Luciana al guardiano commesse che ad uno ad uno tutti diligentemente cercasse, perchè non era cosa di farsene poco conto. Il guardiano, poi che ebbe ben cercato e ricercato ognuno, a lei ritornò, e dissele che non si trovava. Il che intendendo, Luciana finse di molto turbarsi; e voltatasi al Re, disse: Sacra maestà, mi perdonarete se ancor voi sarete cercato; perciò che il pomo d’oro che ci manca, è di sommo valore, e molto più l’apprezzo che ogni altra cosa. Il Re, che non sapeva la trama, pensando che in lui tal error non fusse, arditamente la veste si scinse; e subito il pomo in terra cadde. Il che vedendo, il Re