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le acute zanne sì fortemente nel petto la ferì, che incontanente morta rimase. E, levatosi la mattina per tempo, se n’andò, secondo il suo costume, a pascersi e inlordarsi. Parve alla Reina di andar a visitazione della nuora: e, andatasene e trovatala dal porco uccisa, ne sentì grandissimo dolore. E ritornato il porco a casa, e agramente ripreso dalla Reina, le rispose, lui avere fatto a lei quello che ella voleva far a lui: e sdegnato si partì. Non passorono molti giorni, che ’l porco da capo stimolò la madre di volersi rimaritare nell’altra sorella; e, quantunque per la Reina li fusse contraddetto molto, nondimeno egli ostinato al tutto la voleva: minacciando di porre ogni cosa in roina, quando egli non l’avesse. Udendo questo, la Reina andò al Re e raccontógli il tutto; ed egli le disse che manco male sarebbe farlo morire, che qualche gran male egli nella città facessi. Ma la Reina, che madre gli era e che li portava grande amore, non poteva patire di rimanere priva di lui, ancor che porco fusse. E, chiamata la poverella con l’altra figliuola, ragionò lungamente con esse loro; e, poi che ebbero molto ragionato insieme di maritaggio, la seconda accontentò di accettare il porco per suo sposo. Ma la cosa non andò ad effetto sì come ella desiderava; perciò che il porco la uccise come la prima, e di casa tostamente si partì. E ritornato all’ora debita al palagio con tanta lordura e letame, che per lo puzzore non se li poteva avicinare, fu dal Re e dalla Reina, per l’eccesso commesso villaniggiato molto. Ma il porco arditamente li rispose, lui avere fatto a lei quello che ella intendeva di fare a lui. Nè stette molto, che messere lo porco ancor tentò la Reina di volersi rimaritare e prendere per moglie la terza sorella, che era vie più bella che la prima