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ra, era già svanito co’ primi raggi dell’aurora del giorno seguente un’altra ragazza intelligente ma pigra, che stette da noi un mese e se ne andò in seguito, perchè sua madre era caduta ammalata; un’altra ancora, che si fermò sei settimane e poi la colse la febbre. E in tutto questo tempo chi può dire i danni, le perdite cagionate, i guasti ai mobili che passavano da questa sequela di mani sinistre, avide, noncuranti o sventurate?

Ma che fare? Convien forse lasciare deserte le case, abbandonare alla ventura i mobili, e metterci allegramente sulle spalle un sacco di farina, una marmitta, un bastone, e, nomadi d’un paese incivilito, piantare la nostra tenda, come i beduini, in aperta campagna? Che fare?