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capo quinto 81


Vediamo che levandone quel dolor interno, i versi dello scettrato poeta sono di buonissimo conio: ma abbiamo scelto i migliori. Ora vediamo un sonetto statogli indirizzato per esortarlo alla pace, e la sua risposta sulle medesime rime:


Sire, udite urail voce, è fatto il mondo
Del suon de le vostr’armi eco guerriera;
Crescer non può di vostra gloria il pondo,
D’appressar sì bei segni altri non spera.

Soffrirete mirar di sangue immondo
D’Italia il seno? E che in sì bella sfera
Risplenda infausto altrui quel che giocondo
Sparger lume potria vostr’alma altera?

Deponete l’invitte arme lucenti,
Che ’l cor però non fia che si disarmi
De’ nativi magnanimi ardimenti.

Quinci vedrem scolpito in bronzi e in marmi:
Volle Carlo abbagliar gli occhi e le menti

Co’ lampi della gloria e non dell’armi.


Risposta


Italia, ah non temer! Non creda il mondo
Ch’io mova a’ danni tuoi l’hoste guerriera;
Chi desia di sottrarti a grave pondo

Contro te non congiura. Ardisci e spera.


Vol. II 11