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capo settimo 729

delle Provincie, sui disegni del professore Alessandro Antonelli, celebre architetto dell’altar maggiore del Duomo di Novara.

In principio della seconda isola a sinistra era la chiesa del B. Amedeo collo spedale della carità. Fu ufficiata alcun tempo dai Somaschi, i quali prima ebbero casa a destra di Porta Nuova. V’ebbe sede eziandio, come abbiam veduto, la compagnia della Misericordia. Ora v’abitano gli ebrei.

Nella terza isola a destra la prima casa è nobilitata dalle memorie dei conti Gian Lorenzo Bogino e Prospero Balbo.

Bogino, a dir vero, morì nella casa Alliaudi di Tavigliano (ora San Giorgio) che è l’ultima della via degli Ambasciadori; ma questa di cui parliamo fu sua propria, avendola avuta nel modo che racconteremo da un suo zio prete, e lasciata con altra parte notabile di sua eredità al conte Prospero Balbo, di cui avea sposato l’avola Paola Benzo, e che educò ed amò sempre qual figliuolo.

Bogino era figliuolo d’un notaio. Ottenuta la laurea, erasi dato all’avvocazione, e sebbene giovanissimo, levava già chiara fama di se.— Vittorio Amedeo ii, quando nel 1719 volendo ristorar le finanze molto assottigliate dalle passate guerre, richiamò al demanio tutti i feudi e beni feudali, tassi, pedaggi che n’erano stati in qualunque tempo dispiccati per titolo non oneroso, conoscendo benissimo che tale

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