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libro, capo sesto 711

Qui ebbe stanza il primo ambasciadore del re Luigi Filippo presso la nostra corte, barone di Barante, di cui volontieri fo memoria in questo luogo, come d’uomo amabile e dotto, e come di fondatore d’una novella scuola storica, e autore d’opere celebrale.

Il principio dell’isola che segue, a sinistra, conserva ancora la forma della facciata d’una chiesa. Era diffatto quella delle monache Turchine, architettura del Lanfranchi, nella quale vedevansi due statue di Carlo Plura di Lugano (morto verso il 1735), dodici statue degli Apostoli del Borelli, una tavola dell’Annunziata, e dodici quadretti della vita di Maria Santissima, del Molineri da Savigliano.

Vittorio Amedeo i onde render grazie a Dio della fecondità conceduta a Cristina di Francia, sua moglie, chiamava nel 1632 sei monache Turchine dalla Borgogna, assegnando alle medesime dote sufficiente per mantenersi. Le monache costrussero poscia a loro spese questa nuova Gerusalemme, come dicea l’iscrizione posta nel 1682 sopra la porta del monastero.1

Sul canto dell’isola seguente, dalla medesima parte, si vede la chiesa della Madonna degli Angioli che ricerca più lungo commento.

Questa chiesa è ufficiata dai Zoccolanti.

La grande tribù di S. Francesco, illustre sposo della povertà, si suddivise coll’andar del lempo in Ire principali famiglie.