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capo quarto 613

di S. Filippo morto, tolto dal vero, lmagine di beato riposo, e non di morte è quel caro e venerevol sembiante di chi servì al Signore in santa letizia ammaestrando, soccorrendo, edificando il prossimo, ma che mentre commendava la pia allegrezza, riprovò lo spirito buffonesco, che cercando in ogni cosa un lato solo e il men degno per cavarne il riso, predispone alla leggerezza, e finisce per falsare il criterio.

Ampli e belli sono i sotterranei della chiesa e del chiostro, in una parte de’ quali si vedono i sepolcri. Fra essi distinguonsi quelli della principessa Anna Vittoria di Savoia Soissons, duchessa di Sassonia Hildburghausen, nipote del principe Eugenio, morta l’ 11 d’ottobre 1765, d’anni ottanta, e dei padri Defera, Ormea e Prever già lodati; non che quelli di don Giovanni Tommaso Gambera, vicecurato di Sant’Eusebio, e d’una semplice contadina penitente del beato Valfrè, illustrata da Dio con grazie speciali, Anna Maria Bonamico.

Giovanni Tommaso Gambera era nato a Fossano nel 1707. Venuto a Torino, fu maestro in casa dei conti della Villa e Provana di Collegno. Modestissimo ufficio che in molti fu scala a sublimi onori. Il Gambera visse e morì vicecurato di Sant’Eusebio; ma niuna carica più eminente rifulse mai di tanto splendore come questa mentre fu dal Gambera esercitata. Egli era tutloa tutti; con sembiante or lieto