Pagina:Storia di torino v2 cibrario 1846.djvu/339


capo secondo 335

profitto. L’anno seguente siffatta concessione venne per bolle pontifìcie ratificata.

Era questa confraternita la più antica di Torino, e negli archivii della medesima se ne conservano memorie autentiche del secolo xiv, nel qual tempo chiamavasi società de’ battuti (societas battutorum). Nel secolo xvi venne aggregata all’arciconfraternita del Gonfalone di Roma. Né contentavasi come molte fanno, di cantar le lodi di Dio nei giorni festivi e di comparire nelle processioni coperta del sacco bianco, sua propria insegna, ma facea limosina di vino a varii conventi, e attendeva al riscatto degli schiavi, e ad altre opere buone.19

Appena la confraternita di Santa Croce fu in possesso della chiesa di San Paolo, ne riparò le cadenti mura e il campanile, restaurò e ripulì ogni cosa;20 statuì dote al parroco. Monsignor Sarcina nella sua visita del 1584 vi trovò tre altari e mandò costrursi la sagrestia, che ancora non v’era. Nel 1679 poi i confratelli di Santa Croce s’accinsero a ricostrur la chiesa sui disegni del Lanfranchi. Non ingrandirono il perimetro, e conservarono a un dipresso la forma della chiesa antica, ma l’adornarono di belle colonne di marmo, vi soprapposero la stupenda cupola, e v’aggiunsero il coro e la sagrestia. Nel 1703 rifecero la porta.21 La chiesa di San Paolo contenea varie tombe; una pe’ confratelli, l’altra per la parrocchia; una terza per quei che morivano nello