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capo secondo 321


Per tale alleanza acquistarono i marchesi di Castagnole e di Barolo, questo palazzo, nel quale, oltre alle antiche pitture e ad un soffitto di Daniele Seyter, sono da vedersi i bei quadri raccolti dair ultimo marchese di Barolo e dall’illustre vedova di lui, ambedue grandi fautori delle arti belle. Accenneremo fra gli altri l’Incoronazione della Madonna, del Giotto; i quattro Evangelisti, del Giotto o della sua scuola; varie Madonne, di Lorenzo di Credi, di Carlo Dolce, del Guercino, d’Andrea del Sarto, del Sassoferrato, di Pompeo Battoni; un Sant’Antonio, del Mudilo; una Deposizione dalla Croce, del Tintoretto; il ritratto di Velasquez, d’esso Velasquiez; un ritratto di Giuliano de’ Medici, del Giorgione; il ritratto d’un Benlivoglio, del Guido; una Sacra Famiglia, dell’Albano; un interno di Chiesa, del Peter Neef; un Suonatore di chitarra, del Caravaggio; il ritratto di Rembrandt, d’esso Rembrandt; una Fanciulla, di Holbein; S. Pietro di Mengs; una Madonna adorante il bambino Gesù, detta Madonna della Ghirlanda, di rilievo in terra cotta, di Luca della Robbia; ed il busto di Saffo, del Canova.3

Allato al palazzo Barolo e nella medesima via incontrasi il ritiro, chiamato anche monastero delle povere orfane, fondato verso il 1550, posto qualche tempo dopo sotto all’invocazione dell’Annunziata, e ordinato a forma di monastero4 sotto al titolo dell’Annunziata. Vi si ricevono le orfane di padre

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