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capo sesto 233

in assistere infermi, moribondi, carcerati; in soccorrer poveri, in ammaestrar ragazzi. Il re lo chiamava spesso, e udiva con gran contento le sue esortazioni fatte con santa e soave semplicità, e leggeva i libri divoti che don Riperti gli andava porgendo.

In febbraio del 1755 incontrandosi a San Benigno in un povero seminudo, spogliossi delle vesti interiori per rivestirne il mendico; e continuando il cammino, fu preso dal freddo, in guisa che, poco tempo dopo, si pose a letto aggravato dal male. Appena il cardinale ne fu informato, mandò la sua carrozza a pigliarlo, e non avendo luogo appropriato nel suo palazzo, lo fe’ condurre al convento del Carmine, dove ogni giorno ed anche due volte al giorno egli ed il primo presidente del Senato conte Caissotti si recavano a visitarlo. Venne il 2 di marzo, e trovatolo morto, uscì lagrimando, e mandò poco stante la celebre Clementina a farne il ritratto. Fu sepolto nella chiesa del Carmine.

Questo cardinale Vittorio Amedeo delle Lanze è tal uomo da meritare qualche special memoria.

Era egli, prima della sua promozione alla sagra porpora seguita in marzo del 1746, abate commendatario di San Giusto di Susa. E da vero sacerdote che tutte le funzioni del sacro suo ministero dee reputar ugualmente preziose, pieno la mente d’umiltà, acceso il cuore di zelo pel bene del prossimo, adempieva tutti gli uffizi di vicecurato a San Dalmazzo,

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