Pagina:Storia di torino v2 cibrario 1846.djvu/199


capo quarto 195


Ora le ceneri si son convertite in carboni; e parmi che i confratelli dovrebbero, lasciato il color nero proprio della confraternita della Misericordia, tornare al lionato o al cinericcio che usavano nel secolo xvii, consigliato in seguito ad un pensiero di cristiana umiltà per bocca di un papa.

Dopo la meta del medesimo secolo xvii la confraternita dello Spirito Santo ottenne figliazione o fratellanza da varii ordini religiosi, Cisterciensi Riformati, Minori Conventuali, Eremiti di Sant’Agostino della congregazione di Lombardia, Carmelitani Scalzi, Cappuccini con partecipazione a tutte le opere buone che in esse religioni si praticavano: messe, uffizi, preghiere, meditazioni, pie lagrime, letture, obbedienze, astinenze, discipline, digiuni, macerazioni, missioni anche tra gli infedeli.8

Addì 10 giugno del 1629 Carlo Emmanuele i volendo aver riguardo alle spese che la confraternita sopportava nel far ammaestrare i Catecumeni, e la molta cura che avea dell’altar di San Carlo, di patronato d’esso duca, le concedette la nomina d’un bandito di forca o galera, eccettuati i colpevoli di lesa maestà divina ed umana, d’assassinio, omicidio volontario o falsa testimonianza. I proposti dalla confraternita doveano intendersi non solo esenti da pena, ma restituiti ne’ beni, onori, stato, grado e grazia del principe. Per questa concessione derogava ogni legge in contrario, ed anche le derogatorie delle