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capo primo 147

ottenuto da S. Pio v nel 1570, che si stralciasse un terzo circa delle rendite di quella ricca badia, e si cedesse in perpetuo alla Compagnia di Gesù, coll’obbligo fra gli altri d’edificare un tempio in onor di que’ Santi.

Fu cominciato nel 1577, nel qual anno a’ 23 di aprile il grande Emmanuele Filiberto ne pose la prima pietra insieme coll’arcivescovo Girolamo della Rovere e col Nunzio; e si ha memoria che fu posta al pilastro che è accanto alla porteria. Nello spazio di sette anni ne fu compiuta la meta, largheggiando e di doni e d’ufficii la compagnia di S. Paolo, poco prima per privata associazione formata ne’ chiostri di San Domenico per mantener illesa in Torino la pura fede cattolica. A’tempidi Maria Giovanna Battista duchessa reggente, e così sul declinare del secolo xvii, il P. Andrea Pozzi, gesuita Trentino, ne dipinse tutta la vôlta a sottoinsù, con singoiar maestria. Era quella vôlta una delle rarità pittoriche di Torino, ed essendo guasta dagli anni, parve ai Padri, che teste pulirono e ringentilirono di belle dorature tutta la chiesa, che non si potesse ristorare; e però furono chiamati a ridipingerla Francesco Gonin e Luigi Vacca.12

L’altar maggiore è disegno di Filippo Juvara ed opera del principio del secolo scorso.

Di elegante lavoro e degnissimi d’essere considerati sono in questa chiesa i due grandi candelieri di