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capo sesto 393

cominciata nel 1461, e compiuta nel secolo seguente. Ma fin dal 1325 si era vietato ai beccai di macel­lare fuor del luogo destinato, d’uccider animali che non fossero stati prima visitati, di gonfiar le carni, di vender carni morbose. Savi capitoli eransi pro­mulgati a questo riguardo anche assai tempo prima. L’ordine di coprir le cloache e di condurle sotterra, fu dato dalla duchessa Bianca nel 1490, e rinnovato dal comune in novembre del 1543.

In marzo del 1448, il fuoco avendo consumato la casa d’un borghese, il comune nel conceder aiuto per riedificarla bandì, che tutti quelli che avessero case, portici, tettoie, porcili coperti di paglia o strame entro la cerchia della città, dovessero sosti­tuirvi in breve termine altra materia, a pena di sessanta soldi viennesi. Così diventa il male un’oc­casione al bene.

Già fin dai tempi antichi la superiore ispezione delle fabbriche apparteneva al comune, al quale conveniva ricorrere per ogni esterior variazione che si volesse fare; ma questa parte dell’edilità non fu esercitata con molta distinzione dai nostri buoni antenati, a giudicarne dallo scarsissimo numero di fabbriche, le quali serbino vestigio di antichità.

Contribuiva non meno alla sanità che alla tran­quillità pubblica l’abbondanza dell’annona. I mezzi più ordinarii, quando si temeva carestia, erano di vie­tare l’esportazione del grano e di ogni vettovaglia,