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capo secondo 347

in certo modo gli ecclesiastici dal novero de’ cit­tadini.

Il podestà nuovo, entro al primo mese dacché avea tolto l’ufficio, dovea chiedere al vescovo ed ai cano­nici se essi erano pronti a pagar le multe stabilite ne’ bandi campestri pe’ danni dati dalle loro bestie, e farle pagare agli altri sacerdoti, religiosi e cherici. Se negavano di volerlo fare, niuna multa si riscotea dai borghesi pe’ danni che i loro animali avesser dato alle possessioni del clero.

Ancora un esempio del modo con cui si procedeva rispetto ai religiosi. Nel 1146 due pii cittadini to­rinesi, Pier Podisio e Taurino Rista, arcano, fondalo uno spedale po’ pellegrini, al varco della Stura, do­tandolo di beni sufficienti, e l’avean dato ai monaci vallombrosani coll’incarico di mantener una nave pel passaggio gratuito de viandanti. Nel 1220, un altro torinese de’ più qualificali, Ardizzone Borgesio, v’avea costruito un ponte ed una chiesa, dismet­tendo ogni cosa all’abate di Stura coll’obbligo di mantener il ponte e la barca. Nel secolo xiv tale obbligo era diviso fra gli abati di Stura e di san Solutore minore, ma pare che non si curassero gran fatto d’adempirlo. Nei 1378 il comune, dopo d’averli inutilmente avvertili, ordinò che i beni destinati a mantener il ponte e la barca si riducessero a sue mani, e l’anno seguente comandò che la curia pro­cedesse sommariamente, e senza figura di giudicio,