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capo sesto 309

milione cinquecento diecimila quattrocento novantasei scudi, secondo la stima fattane da D. Lopez Hurtado de Mendoza commissario imperiale.

Il duca, sposando nel 1522 Beatrice di Portogallo, era divenuto cognato dell’imperatore. Questi, in occasione della sua incoronazione a Bologna, molto aveva accarezzato la bella cognata, e le avea fatto dono della contea d’Asti, stata un tempo posseduta dai Francesi; inoltre il primogenito di Savoia era stato mandato in Spagna ond’essere allevato col primogenito dell’imperatore. Tutte queste cose ac­cesero l’animo del re d’un odio inestinguibile contro allo zio; onde gli domandò Nizza, la Bressa, il Faucigny, Vercelli e varie terre in Piemonte, sulle quali pretendeva d’aver diritto, o come conte di Provenza, o come duca di Milano (che non era, ma voleva essere), o come figliuolo ed erede di Luisa di Savoia. Tutte queste domande erano già prima dallo stesso re state promosse; ma chiaritane l’in­sussistenza, si era quelato e v’avea anzi per let­tere patenti rinunziato. Ora per coglier cagione contro al duca si rimisero in campo. Combattute validamente dai ministri ducali, il presidente Poyet finì per dire essere inutile ogni maggior discussione, tale essendo la risoluta volontà del re; a cui fu ri­sposto egregiamente dal presidente Porporato: Non troviamo tal testo di legge nei nostri libri.

Il re sempre più infellonito, dopo d’aver al duca