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Note



(1) Gente si dice qui nel significato antico di popolo, dal civitas de’ Latini, cioè di piccola nazione d’una medesima origine.

(2) Queste congetture e questi nuovi sistemi appartengono al conte Cesare Balbo. (Vedi le profonde sue Meditazioni storiche, e le lettere sulla Fusione delle schiatte in Italia). Noi lo seguitiamo, parendoci non solo ingegnosi ma spontanei, e perciò tanto più plausibili, sebbene altri spositori od illustratori di questo luogo della Bibbia, antichi e moderni, ne dieno diversa interpretazione, e fra gli altri Bahr, Winer ed Hüvernick, ed altri di cui mi diè cortese notizia il dotto prof, di Sacra Scritt. teol. Ghiringhello.

(3) La gente Taurisca o Taurina pare che antichissimamente occupasse gran tratto di paese subalpino. Infatti «Lepontios et Salassos Tauricae gentis Cato arbitratur. Adstipulatur ei Polybius Tauriscos ad Rhodani fontes locans». V. Scheuchzeri, Itinera alpina, tom. i, 208.

(4) Ins è preposizione indicativa di posizione topografica relativa.

(5) Strabone dice, che Omero chiama Pelasgi i Cilici vicini alla Troade ed alla Lidia (libro v). Deriverebbero dunque anch’essi, come i Tirreni, dall’Asia minore. Il fatto è che i Pelasgi in Grecia erano stranieri, ed Erodoto afferma che avean lingua e caratteri diversi assai dai Greci. Lib. i.

(6) Nota il conte Balbo che i popoli rimasti allo stato di gente prevalsero sempre ne’ tempi antichissimi alle grandi unioni di genti in regni ed in imperii. V. le Lettere già citate.