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capo secondo 201

fallissero ai Torinesi. Per l’uno il vescovo s’acconciò co’ signori di Piossasco, Merlo ed Ardizzone. A Merlo di Piossasco diè il castello di Piobesi, e ne ottenne rinunzia dei dritti giurisdizionali e fiscali che avea sul castello e sulla terra di Testona, antico dominio della chiesa torinese. Il comune di Torino gli diè per tale rinunzia censettanta lire di Susa. Ad Ar­dizzone di Piossasco furono condonate le condanne patite per aver abbandonato il vescovo, ma fu co­ stretto a smettere il feudo che tenea da lui, del quale fu investito Merlo di Piossasco. Lo stesso Merlo promise di non chiamar in giudizio per anni xv il vescovo per la castellania di Rivoli che pretendea competergli in ragion di feudo.

Coll’altro trattato Arduino concedette al comune di Torino in perpetuo il militar governo di tutti i suoi castelli, e specialmente di Testona, Rivoli e Montosolo, castello ora distrutto, che s’alzava sul Monte Torinese poco sopra al villaggio del Pino, e, per dirla colle parole di quel tempo, diè facoltà al comune di farne pace e guerra a suo piacimento con qualunque persona e contra qualunque persona, senza che il vescovo pro tempore potesse mai farvi opposizione. Francò eziandio i Torinesi da ogni pe­daggio in quella terra. Per mercè di tale conces­sione i Torinesi diedero, onde agevolar là pace co’ signori di Piossasco, 207 lire ad Aimone e Biglione della Rovere affinchè smettessero al vescovo la