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delle quadrate1, da ciascun lato delle quali uscivano delle spranghe, che andavano a fortificare con tutta la loro lunghezza le tavole, di cui eran fatte le porte. Quelle essendo grossissime erano interiormente scavate.

§. 64. L’incassatura era piantata sì al di sopra, che al di sotto in una grotta piastra di bronzo in forma di conio Storia delle arti del disegno III pag88.svg saldata con piombo, e su di essa si raggirava; di maniera che quando l’incassatura presentava una mezza palla A, vi era nella piastra un incavo, nel quale girava la parte convessa, come si vede alla porta della Rotonda; e allorché questo incavo si trovava nella incavatura, la piastra avea la mezza palla sollevata, che in quella esattamente s’incastrava. Questa unitamente alla piastra si chiamava cardo. Alcune se ne trovano nel museo reale a Portici, il diametro delle quali è d’un palmo; dal che si arguisce la grandezza, che aver doveano le porte. Il loro peso è di venti, trenta, e sino a quaranta libbre. Può servire questa notizia a spiegare diversi passi d’antichi autori tanto difficili creduti sinora, perchè si era data una falsa, o almeno oscura idea di questa parte della porta. Quando le porre erano a due pezzi (bivalvæ), allora amendue le imposte cardinali erano armate all’estremità nella maniera predetta, come si vede alle due della Rotonda; ma quando si facevano a due pezzi ripiegati, e giravano da una parte sola, i due pezzi erano attaccati insieme per mezzo di gangheri con bandelle di bronzo incassate nella grossezza del legno; e benché fodero al di fuori, pure non potevano vederli le punte dei gangheri, che erano coperti in ambe le parti dai battenti. Sono provate queste osservazioni con un di sì fatti gangheri di mezzo, ai due lati del quale si vedono ancora pezzi di legno impietriti2.


§. 65. I tem-
  1. Si veda la figura di una di queste incassature, che si darà nella Tavola XII. A.
  2. Questi due §§. sono stati presi dalle lettera del nostro Autore sulle scoperte d’Er-