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te1, all’Anfiteatro di Verona2, a quello di Pola, e a quello di Nimes, è fatta senza dubbio per estrarre dalle pietre i perni, o spranghe postevi per tenerle strette. Chiunque ha occhi vede, e può toccar con mano la corrispondenza di questi buchi al luogo del perno; e se qualcuno se ne trova in fallo, non deve farci dubitare degli altri, come ha preteso il Marangoni. I perni erano o di ferro, o di bronzo. Dei primi tolti dalle pietre del Colosseo in occasione di rovine, o a posta, ne ha veduti alcuni il P. Eschinardi3, e il lodato Barthelemy4; come ne ha veduti di questi, e di quelli di metallo il Ficoroni5. Secondo il cavo, che si vede in fondo ai buchi, il perno era quadrato: grosso circa tre once nella parte, che entrava nella pietra di sotto verso l’angolo; e circa due once, o poco meno alla parte di sopra: l’altezza era due in tre once per ogni parte. Erano posti dentro al sasso circa un palmo dalla parte di fuori, coll’avvertenza di lasciare nella pietra di sotto, prima di mettervi sopra l’altra, un piccolo canaletto corrispondente al di fuori, per potervi infondere il piombo da saldare il perno, e difenderlo dalla ruggine principalmente se era di ferro; benché lo stesso piombo si veda in qualche luogo corroso, e quasi calcinato. Ve se ne osservano molti di quelli canaletti, e in alcuni vi si vede ancora del piombo. Il buchetto lasciato al di fuori nella commessura poteva anche servire per piantarvi una leva da sollevare la pietra di sopra, bisognando.

La cosa veramente difficile è di ritrovare il tempo preciso, in cui sia stata fatta una quantità sì grande di buchi, molti de’ quali sono in luoghi alti molto, ed incomodi. Os-

Tom. III. E e e ser-


  1. Maffei Degli Anfit. lib. 2. cap. 1. Vedi anche la di lui Storia diplomatica, ove da la figura in rame dell’Arco, e dei buchi.
  2. Maffei Degli Anfit. loc. cit.
  3. Descr. di Roma, e dell’agro romano, par. 1. cap. 15. pag. 108.
  4. loc. cit. pag. 584. seg.
  5. Le vestig. di Roma ant. lib. 1. cap. 9.