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296 D e l   B e l l o   c o n s i d e r a t o

acconciatura de’ capelli che i Greci chiamavano κρώβυλος, e che presso gli scrittori non trovasi mai con sufficiente precisione descritta. Questa voce significa ne’ maschi quella maniera d’acconciarli che nelle fanciulle chiamavasi κόρυμβος, cioè i capelli legati insieme dietro alla testa. I giovani li tiravano su tutt’all’intorno del capo, in cima al quale annodavansi in guisa che non dovea vedersi il lacciuolo che li sosteneva. Tale è pure la capigliatura d’una figura muliebre in una delle più belle pitture d’Ercolano, la quale presso ad una persona tragica si posa sopra un ginocchio, e sta scrivendo su una tavola1.

§. 14. La somiglianza dell’acconciatura de’ capelli in amendue i sessi può scusare coloro i quali hanno dato il nome di Berenice2 ad un bel busto d’Apollo in bronzo, nel museo d’Ercolano, che ha i capelli voltati all’insù, e legati in cima al capo, come le quattro mentovate teste, a cui pur affatto somiglia nella fisonomia; e sono tanto più scusevoli, quanto che le mentovate teste d’Apollo loro erano ignote. Bisogna confessar però che per dare il nome di Berenice a quel busto esser non dovea a loro bastevole fondamento una moneta della suddetta regina d’Egitto, su cui v’è coniata una testa muliebre con simile capigliatura e col nome di Berenice; imperocchè tutte le statue delle Amazzoni, tutte le figure di Diana, anzi tutte le figure di vergini hanno così acconciato il capo. Aggiungasi che la testa della moneta di Berenice ha le trecce legate al di dietro e ravvoltate in guisa che vengono a formare un nodo secondo l’uso costante delle vergini; onde non può rappresentare la moglie d’un re. Io sono per tanto di parere che la testa coniata su tal moneta sia una testa di Diana, non ostante che vi si legga intorno il nome di Berenice.



§. 15. La


  1. Pitt. d’Ercol. Tom. IV. Tav. 41.
  2. Bronzi d’Ercol. Tom. I. Tav. 63.