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242 D e l l e   A r t i   d e l   D i s e g n o

scente a Egea1, quei dell’Apollo Ismeno2, e quello che conduceva a Tanegra3 la processione di Mercurio con un agnello sulle spalle, erano sempre giovanetti, che riportato aveano il premio di beltà nelle pubbliche gare. La città d’Egesta in Sicilia elevò la tomba a certo Filippo, che nemmen era suo cittadino, ma di Crotona, e gli offrì de’ sagrifizj come ad un eroe divinizzato, soltanto a cagione della singolare sua avvenenza4. In una celebre antichissima canzone che uno Scoliaste ancor inedito a Simonide attribuisce o ad Epicarmo, fra i quattro desiderj, de’ quali tre leggonsi pur riferiti da Platone5, il primo è l’esser sano; il secondo l’esser bello (καλὸν γενέσθαι, ovvero (φύσει καλὸν γενέσθαι, come con più propria espressione leggiamo nel mentovato Scoliate); il terzo d’essere legittimamente ricco (ἀδόλως πλουτεῖν); e ’l quarto, da Platone omesso, d’esser contento e lieto cogli amici (ἠβᾶν μετὰ φίλων). La spiegazione di queste voci può servire a rischiarare Esichio.

§. 5. Ma un argomento più convincente ancora del pregio in cui i Greci aveano la bellezza, si ha dalle mentovate pubbliche gare che di essa faceansi, istituite negli antichissimi tempi da Cipselo re d’Arcadia, coevo agli Eraclidi, in Elide presso il fiume Alfeo6. Forse per una consimil ragione nelle feste d’Apollo Filesio contendeasi fra la gioventù un premio destinato a chi dava più soavi baci7; ed eravi persona destinata a giudicarne. Lo stesso verosimilmente faceasi a Megara presso la tomba di Diocle8. A Sparta9, a Lesbo nel tempio di Giunone10, e presso i Parrasj11 teneasi


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  1. Paus. lib. 7. cap. 24. pag. 585. princ.
  2. Id. lib. 9. cap. 10. pag. 730. lin. 33.
  3. Id. ibid. cap. 22. pag. 752. lin. 28.
  4. Herod. lib. 5. cap. 47. pag. 394.
  5. De legib. lib. 1. op. Tom. iI. p. 631. C., lib. 2. pag. 661. princ.
  6. Eust. ad Il. τ. v. 282. pag. 1185. l. 16., Palmer. Exerc. in opt. fere auct. græc., ad Diog. Laert. p. 448. [Ateneo l. 13. c. 9. p. 609. E., e dice che continuava ancora a’ tuoi giorni.
  7. Lutat. ad Stat. Theb. l. 8. v. 198., Barth. de Tib. l. 3. c. 1. p. 192. [ Parla di bacciamani.
  8. Theocr. Idil. 12. vers. 29 - 34.
  9. Musæus de Her. & Leand. amor. v. 75.
  10. Athen. lib. 13. c. 9. p. 610. A.
  11. Id. loc. cit. pag. 609. E.