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Pagina:Storia della rivoluzione piemontese del 1821 (Santarosa).djvu/215

 
 
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gersene tre, nè si potrà in nessun caso far eccedere questo numero di compromissarii, a fine di evitare la confusione.

43. Per conciliare il maggior comodo delle popolazioni piccole, si osserverà che quella parrocchia che arrivasse ad aver venti cittadini eleggerà un compromissario, quella che ne avrà trenta a quaranta ne eleggerà due, e tre quella che ne avesse da cinquanta a sessanta, e così progressivamente. Le parrocchie che si trovassero avere meno di venti cittadini, si uniranno con le più prossime per eleggere il compromissario.

44. I compromissarii delle parrocchie delle piccole popolazioni, eletti che siano in questa forma, si uniranno nel paese più a proposito per comporre il numero di undici o almeno di nove, e nomineranno un elettore parrocchiale. Se giungeranno a ventuno o almeno a diciasette, nomineranno due elettori parrocchiali, se fossero trentuno o almeno venticinque, nomineranno tre elettori o quelli che corrispondono.

45. Per essere nominato elettore parrocchiale si richiede essere cittadino dell’età maggiore di venticinque anni, abitante e residente nella parrocchia.

46. L’assemblee di parrocchia saranno presiedute dal capo politico, o l’alcalde della città, villa o comune in cui si congregheranno con l’assistenza del parroco e con la maggior solennità di quest’atto, e se in una medesima popolazione, per ragione del numero delle sue parrocchie, si trovassero due o più assemblee, una sarà presieduta dal capo politico alcalde, e l’altra dall’altro alcalde, e li reggitori levati a sorte presiederanno alle altre.

47. Arrivata l’ora della riunione che si farà nelle case comunali, o nel luogo a ciò destinato per costume, uniti che siano li cittadini che vi sono concorsi, passeranno