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In seguito di ciò, alle ore 9 tutti ritiravansi in casa: e, quando si sentiva sonar la ritirata dalle stridule e stonate trombe francesi, si sentivan pure ogni sera dalle alture delle case talune grida imitanti quelle de’ galli al levar del sole espresse con un chicchirichì, il quale divenuto poi oggetto di curiosità, di attenzione e d’ilarità, fini coll’essere ascoltato con compiacenza da tutti ed anche dagli aderenti ai Francesi che con quelle grida volevasi porre in ridicolo. E così diveniva un passatempo la sera il sentire da un lato lo squillo assordante e molesto di quelle sguaiatissime trombe guerresche in istrada, e dall’altro risonar l’aere dai tetti delle case per il saporito chicchirichì dei cittadini.

Nello stesso giorno notificavasi dal generale Oudinot che il capitano dello stato maggiore Castelnau, nominato segretario generale del ministero della guerra e marina di Roma, aveva la direzione de’negozi a quello relativi. 1

Emetteva inoltre un ordine generale che conteneva le seguenti disposizioni.

Le truppe romane stanziate in città avendo quasi tutte prestato atto d’intiera sommissione all’autorità militare francese, consideravansi d’allora in poi come truppe alleate, e si lasciavano nella piazza fino a nuovi ordini.

I corpi che non si erano ancora sottomessi venivan sciolti immediatamente.

Il general di brigata Le Vaillant (Giovanni) nominavasi provvisoriamente comandante dell’armata romana, sotto gli ordini superiori del governatore di Roma.

Il tenente colonnello Pontevès si nominava capo di stato maggiore e comandante in secondo della suddetta armata.

Il capo squadrone di artiglieria Devaux era specialmente incaricato della riorganizzazione de’ vari Corpi.

La direzione degli affari amministrativi confidavasi al sotto intendente militare Pagès.


  1. Vedi Raccolta ec. pag. 4.