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Ora che abbiamo sparso un pochino di luce sullo stato morale di Roma durante la incominciata restaurazione, verremo enumerando quelle disposizioni che i Francesi all’oggetto di ristabilir l’ordine vennero adottando; e per prima cosa riporteremo il proclama emesso dal generale Oudinot il giorno successivo all’ingresso delle truppe. Eccolo:


«Abitanti di Roma.

» L’armata inviata dalla Repubblica francese sul vostro territorio ha per iscopo di ristabilirvi l’ordine e la sicurezza.

» Una minorità faziosa o traviata ci ha costretti di dare l’assalto alle vostre mura. Siamo padroni della piazza: adempiremo la nostra missione.

» In mezzo alle prove di simpatia che ci hanno accolti, alcune vociferazioni ostili sono scoppiate, e ci hanno forzati ad una immediata repressione.

» I cittadini dabbene ed i veri amici della libertà ripiglino fiducia. I nemici dell’ordine e della società siano bene informati che se delle manifestazioni oppressive, provocate da una fazione straniera, si rinnovassero, sarebbero punite con ogni rigore.

» Per dare alla sicurezza pubblica delle positive garanzie prendo le seguenti disposizioni.

» Provvisoriamente, tutt’i poteri sono concentrati nelle mani dell’autorità militare. Questa domanderà subito il concorso del municipio.

» L’assemblea e il governo, di cui il regno violento ed oppressivo ha cominciato coll’ingratitudine ed ha finito con un grido all’armi contro una nazione amica delle popolazioni romane, non esistono più.

» I circoli politici ed associazioni politiche sono vietati.

» Ogni individuo non militare, arrestato portatore di armi visibili o nascoste, sarà immediatamente tradotto dinanzi al consiglio di guerra.