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servito di segnale di riunione, ed essendo stato scritto sulle barricate e alle porte di Roma allorquando si tirò sui soldati francesi il 30 di aprile.

«Art. 3. L’armata francese sarà riguardata dai Romani come un’armata amica, e accolta come tale. Prenderà, d’accordo col governo della Repubblica romana, gli accantonamenti convenienti, tanto per la difesa del paese quanto per la salubrità delle sue truppe. Resterà estranea all’amministrazione del paese.

» Roma è sacra pe’ suoi amici come pe’ suoi nemici. Non entra negli accantonamenti che sceglieranno le truppe francesi. La sua brava popolazione n’è la miglior salvaguardia.»

Il Lesseps voleva tolto il secondo paragrafo di questo articolo, perchè quantunque opinasse non essere opportuno per l’armata francese di occupare, in quel momento, la città di Roma, non dovevasi dichiarare che le porte le sarebbero chiuse. Essere anche utile che, quando i commissari romani andassero al quartier generale, si offrisse al generale in capo di venire ad abitare l’Accademia di Francia ed il convento della Trinità de’ Monti, con la guardia che avesse giudicato necessaria per la sua sicurezza.

«Art. 4. La Repubblica francese garantisce contro ogni invasione straniera i territori occupati dalle sue truppe.



Quel che precede venne comunicato dal Lesseps, per mezzo del comandante Espivent, al generale Oudinot con un suo memorandum portante la data 30 di maggio.1

Ciò non piacque affatto al generale che ritornò il memorandum, dicendo di non avere avuto il tempo di leggerlo (si rifletta bene su questo), e si convenne che meglio sa-

  1. Vedi Lesseps, op. cit., pag. 16, 17, 18 e 19.