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» Vengono ad abbattere il governo che voi creaste; vengono a cacciar con le baionette, a incarcerare, a trucidare i nostri magistrati, i vostri legislatori — vogliono calpestar tutto nel sangue; libertà ed onore; doveri e diritti —

» L’Europa repubblicana vi guarda. Vi guardano quei Polacchi, quei Tedeschi, e quei Francesi, sventurati apostoli della libertà, ma gloriosi nella sventura; vi guardano Lombardi, Genovesi, Siciliani e Veneziani.

» Provate all’Europa che non è perduto l’onore italiano.

» Salvatelo in Roma e sarà salvo in Italia — Difendete dalla crudeltà dello straniero, dagl’insulti suoi le vostre donne, i vostri figliuoli, i vostri averi, le vostre credenze e tutto quello che adora l’anima vostra —


» Armi! armi! armi!


» Quando s’accenderà la battaglia ricordatevi le antiche grandezze romane, le iniquità, le infamie della tirannia abbattuta; pensate a chi verrà dopo noi e combattete.

» In nome di Dio e del popolo sorgete dunque, o fratelli —»1

Furono poi lo stesso giorno emanate dal triumvirato le seguenti disposizioni per la difesa.

In ogni rione i capipopolo ed i rappresentanti dell’assemblea, di cui riferiremo i nomi, dovevano avvisare con tutta l’energia a difendere il terreno palmo a palmo.

Promettevansi al popolo le armi.

Pone vasi la costruzione delle barricate sotto la direzione dei capipopolo e de’ rappresentanti del popolo.

Assicuravasi che il municipio romano aveva provveduto la città di carni, farina ed altri commestibili.

Le campane di Monte Citorio e di Campidoglio destinavansi a dare il segno di allarme.


  1. Vedi l’Italia del popolo, n. 13.