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verun cambiamento, potè farsi una casa di arresto assai ben disposta, e tanto salubre quanto lo permette la parte della città ove si ritrova.»1

Citeremo quindi per altra autorità monsignor Gazola, il quale nel suo giornale Il Positivo dice quanto appresso: «In Italia non fu mai così severa e feroce la Inquisizione qual’era nelle Spagne, e in Roma fu sempre meno se- vera che in tutti i paesi d’Italia come Firenze e Sicilia.»2

Sfuggire queste parole a monsignor Gazola, imperante in Roma il Mazzini, e inserirle nel suo Positivo, cui si fuse la stessa Italia del popolo che sotto la ispirazione di Mazzini pubblicavasi, ei sembra tal fatto, da dover meritare una seria attenzione.

Questo è quel che sappiamo sulla Inquisizione di Roma. Chi si sentisse voglioso di conoscere quella degli altri paesi potrà consultare le opere indicate a piè di pagina.3

Impossessatosi del sant’Uffizio il governo repubblicano non vi trovo che un solo ecclesiastico il quale vi espiava la condanna inflittagli dal tribunale, e ciò in comprova ulteriore di quanto abbiamo asserito più sopra.

Non ostante tutto ciò, si fecero circolare per Roma in quella occasione tre foglietti intitolati cosi:

1.° Tremendi segreti del sant’Uffizio.4
2.° Altri tremendi segreti del sant’Uffizio nuovamente scoperti.5
  1. Vedi Tournon, Etudes statistiques sur Rome ec. Parigi 1831, tomo II, pag. 17.
  2. Vedi il Positivo, n. 46, pag. 183.
  3. Vedi A Paramo Lud., De origine et progressu officii sanctæ Inquisitionis ec. Matriti 1598, in folio. - Vedi Limborcu Phil., Historia Inquisitionis. Amstelodami 1692, in fol. fig. - Vedi Carena Caesar, Tractatus de officio sanctissimæ Inquisitionis. Bononiæ 1669, in folio. — Vedi Menghini Tommaso, Sacro Arsenale ec. Roma 1705 in 4. - Vedi Llorente don Juan Ant., Histoire critique de l’Inquisition d’Espagne ec. Paris 1818, volumi 4 in 8.
  4. Vedi Documenti, vol. IX, n. 1.
  5. Vedi detti, vol. IX, n. 2.