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che si sono commessi e si commettono in Roma. Egli è in Gaeta, ma vi è per breve tempo, giacchè non intende di compromettere in verun modo la Maestà Vostra e la quiete dei suoi popoli, se questa presenza potesse mai comprometterli.

» Il conte Spaur avrà l’onore di presentare a Vostra Maestà questa lettera, e le dirà il di più che nell’angustia dei tempo non si potrebbe esprimere circa il luogo ove tra poco intende il papa di trasferirsi.

» Nella tranquillità dello spirito, nella rassegnazione ai divini voleri, comparte alla Maestà Vostra, alla reale consorte e famiglia l’apostolica benedizione.

» Mola di Gaeta, 25 novembre 1848.

Pius Papa Nonus. 1»


Nella notte dal 25 al 26 intanto era giunto a Gaeta il battello a vapore il Tenar coll’ambasciatore di Francia duca d’Harcourt insieme col ministro di Portogallo, non che monsignor Stella ed altri della corte pontificia. 2

Il re di Napoli giunse in Gaeta colla sua famiglia e con alcuni dignitari della sua corte il giorno 26. Dire dell’incontro, degli atti di ossequio e di tenerezza che già possono immaginarsi, non è qui luogo, chè troppo ci devierebbero; ma potranno leggersi nei Documenti e nell’opuscolo sovraccitato della contessa Spaur. 3

Ritornando a Roma, la mattina del 25 si conobbe subito la partenza del papa. Il marchese Sacchetti stesso che era fioriere di palazzo, si era fatto sollecito di comunicare al governo il biglietto che Sua Santità aveva lasciato partendo, ed il ministro dell’interno Galletti ne dette avviso al pubblico coll’indirizzo seguente:


  1. Vedi Relazione del viaggio di Pio IX ec., pag. 33.
  2. Vedi Documenti vol. VII, n. 66.
  3. Vedi Documenti vol. VII, n. 66 e 31. — Vedi contessa Spaur Relazione del viaggio di Pio IX ec., pag. 49.