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Seguono i nomi dei trenta membri della commissione municipale provvisoria, di cui erano

L ’avvocato Giuseppe Gabussi il presidente,
Il dottore Alceo Feliciani il vice-presidente, e
L’abate Carlo Arduini     i segretari.
Felice Scifoni e
Il dottore Pietro Guerrini;

Si omettono i nomi degli altri.1

Per siffatto modo il governo in luogo di confessare che il municipio non volesse prestarsi in questa operazione, aveva l’aria di dire invece: il municipio ha troppo da fare, non lo sopraccarichiamo di più; anzi esonoriamolo da questo incarico. Il municipio non si comprometteva, figurando rinunziante, e il pubblico credeva tutte queste cose con facilità. Ma la realtà si fu che il municipio non si prestò, non già perchè ne fu esonerato, ma perchè aveva dichiarato da prima di non volerne sapere.

La commissione municipale provvisoria pertanto, fin dagli ultimi di dicembre o dai primi di gennaio, per mezzo di uno dei tre membri che n’erano alla testa, fece richiedere al principe Torlonia il suo teatro di Apollo, ed il principe lo mise a loro disposizione. Pochi giorni dopo il Pompilj di Spoleto ed il Fenzi di Firenze (membri del comitato per la Costituente italiana) si recarono dal principe per una uguale richiesta, ma il principe avendolo già posto a disposizione di quelli della Costituente romana, suggerì di mettersi d’accordo fra loro per Fuso che volevau farne.

Che poi la commissione provvisoria già esistesse in embrione, prima del giorno in cui venne alla luce, è a dire del 7 gennaio che le dette una esistenza legale, si ricava dal

  1. Vedi Atti officiali, n. 127. — Vedi anele l’Epoca, n. 242, e la Gazzeta di Roma dell’8 gennaio 1849.