Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. II).djvu/459


della rivoluzione di roma 453

»Il circolo romano ammirò come negli scorsi giorni quasi tutti i circoli italiani si sono adoperati per il bene della nazione, e gli tardava di poter proporre anch’esso alcuna cosa degna di chi fu pure il primo iniziatore in Italia di queste utili istituzioni..... La massima della Lega dei circoli italiani fra loro fu sempre accolta con favore dalla maggioranza dei consiglieri; e nella tornata del 25 agosto 1848 si stabilì d’intfaprenderne le trattative mandandone alle stampe la proposta e chiedendone un voto libero a tutti i circoli italiani.»

A questa esposizione segue il progetto, non che le massime generali che si tralasciano e che potranno leggersi nel nostro Sommario.1

Avendo noi chiarito questo punto importantissimo delle nostre storie, cioè che il circolo romano prese l’indirizzo e l’iniziativa dell’affratellamento dei circoli in Italia, dall’azione cumulativa dei quali scaturì più tardi la repubblica, non ci resterebbe che a porgergli solenni azioni di grazie per essere stato l’iniziatore di queste utili istituzioni in Italia, come con tanta ingenuità ci dichiara l’estensore dell’articolo. Ma siccome noi Italiani per buona ventura non professiamo, salva una piccola minorità, principî repubblicani, così dovremo dire in vece che i circoli tutti in genere, e quello romano in ispecie, furon la peste d’Italia, e che fu una svista non piccola del Farini quella di aver qualificato d’innocuo il circolo romano. 2

Ripiegando di qualche giorno in dietro dobbiamo rammemorare qualche altro fatto accaduto nel mese di agosto, e trasandato dagli altri storici contemporanei.

E per prima cosa diremo come il giorno 12 il Santo Padre ricevette in udienza il principe Aldobrandini generale delle civica, il colonnello Bartolomeo Galletti, gli ufficiali superiori Ercole Morelli tenente colonnello, ed Eu-

  1. Vedi il Sommario n. 34. — Vedi nell’Epoca del 31 agosto 1848 tulto ciò che al progetto dell’affratellamento dei circoli si riferisce.
  2. Vedi Farini vol. I, pag. 276, ediz. Le Monnier del 1853.