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della rivoluzione di roma 39
Lavori Pubblici.
conte
principe
Massei o
Aldobrandini.
Polizia (da abolirsi).
intanto marchese Costabili
Giustizia.
avvocati Sturbinetti o
Armellini
Piacentini.

Presidente del S. Collegio per gli affari ecclesiastici.
cardinali Antonelli o
Ciacchi1


Che uno scritto di simil fatta non fosse già una lettera morta ben se ne vider gli effetti, come appresso racconteremo.

Parve ai più assennati una sfrontatezza da pronosticarsene molto male, giacché non equivaleva ad altro che a questo: il popolo farà da sè, e si emanciperà da’ suoi presenti dominatori. A ciò tendere gl’iniziati assembramenti. Converrà forse che il legittimo potere intimorito ceda il campo? E non cedendolo, potrà evitarsi un qualche grave scompiglio? Queste le domande che si facevano, questi i timori che si presagivano.

Intanto sull’imbrunire del giorno s’incominciava a veder sul Corso un insolito brulicar d’uomini a faccie torve, che pareva si cercasser l’un l’altro taciturni e sospettosi. Vedevansi civici in armi frammisti ai borghesi, molti dei quali (estranei del tutto a Roma) erano armati di stili nei bastoni. Le coccarde tricolori scopertamente portavansi dai più. Richiedevasi da molti, ignari dello scopo della riunione, che cosa mai macchinasse quell’insolito assembramento di popolo. Ma poco o nulla era dato loro a conoscete.


  1. Vedi il vol. IV, Documenti num. 30. A.