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i capi che si faranno conoscere e la dirigeranno. Non si tirerà sulla truppa se non dopo serie provocazioni ed aperte ostilità.

» In questo intervallo nessuno ardisca di criticare gli ordini ed i provvedimenti del comitato. Ciò è del massimo interesse, perchè non si alteri la esecuzione del piano generale diretto ad assicurare i destini della nazione e la salute pubblica.

» Qualunque movimento che sarà suscitato in Palermo e fuori prima del giorno 12, si avverte essere manovra di quella polizia che cerca di aggravare le pubbliche catene.

» Non si domanderanno contribuzioni ai proprietari quando non siano volontarie, e spontaneamente esibite. Ciò serva a smentire quanto la polizia va indegnamente praticando per discreditare il comitato, incapace di esercitare concussioni di migliaia di onze a carico dei negozianti e proprietari.»

Palermo, 10 gennaio 1848.

Il Comitato Direttore.1


Il Ranalli riporta nella sua storia un brano del detto documento2, e parla diffusamente sul come passaronsi le cose nel momento della insurrezione. La Pallade pure annunziò la tanto desiderata rivoluzione di Palermo in due articoli, uno dei quali è intitolato L’Etna ha scoppiato.3 Ne parla pure distesamente il Farini.4

Noi non neghiamo che vi fossero in Sicilia molte disposizioni per insorgere, e molti individui già pronti a pren-

  1. Vedi il detto foglietto nel vol. IV. Documenti n. 6 A. — Vedilo in padre Ventura, Menzogne diplomatiche, pag. 156.
  2. Vedi Ranalli vol. II dalla pag. 66 alla pag. 75. Il brano del documento è alla pag. 68.
  3. Vedi la Pallade del 15 e del 17 gennaio 1848,
  4. Vedi Farini, Lo Stato Pomano, vol. II, pag. 330 terza edizione.