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tori di stato, la civica, e il battaglione della speranza.

Cantò la messa monsignor don Francesco Morelli, che molto si adoperò. A questo solenne rito diedero carattere significativo la presenza di monsignor Borromeo cameriere segreto di Sua Santità Pio IX, dell’inglese generale Adam e del marchese Pareto ministro del re di Sardegna1

Trattandosi di suffragare gli estinti troviamo che fecer bene d’intervenire alla messa funebre tutti quelli che vollero prender parte alla pia cerimonia, poiché le sventure patite dai loro fratelli italiani commossero al vivo ogni ceto di persone; ma è cosa singolare che, mentre coll’articolo inserito nel giornale officiale del giorno 8 si manifestava il desiderio del governo di non voler più dimostrazioni, colla messa in san Carlo al Corso se ne dette una delle più significative.2

Mentre in Lombardia covavansi le ire che poi nel marzo eromper dovevano in aperta rivolta contro gli Austriaci, la città di Palermo si ribellava contro la dominazione dei Borboni. Noi non vogliamo qui discutere la questione di diritto che venne trattata estesamente dal padre Ventura,3 non che da altri scrittori che ne hanno parlato, e dei quali per norma dei nostri lettori sottoponiamo i nomi ed il titolo delle opere che ci hanno lasciato.4 Solamente ci contentiamo di porre in chiaro i

  1. Vedi il Contemporaneo del 13 gennaio 1848 seconda pagina.
  2. Vedi la Pallade n. 140.
  3. Vedi padre Ventura, Memoria pel riconoscimento della Sicilia. Roma 184S in-fog. picc. — Vedi padre Ventura, Questione sicula nel 1848. Miscellanee volume LXIII n. 6. — Vedi padre Ventura, Menzogne diplomatiche Roma 1849 in-12.
  4. Vedi Castiglia, La questione sicula nel vol. XXXII delle Miscellanee n. 1. — Vedi Palmieri Niccolò, Saggio storico politico sulla costituzione del regno di Sicilia. Losanna 1847 in-8. — Vedi Hervas de Saint-Denis, Histoire de la revolution dans les deux Siciles. Paris 1856 in-8. — Ruggero Settimo e la Sicilia. Palermo 1848 in-12. — Vedi La Sicilia nel marzo 1849. Miscellanee