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Pagina:Storia della letteratura italiana II.djvu/114


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Dove voltare il viso;
Che gli è stato interciso
Mostrar con altre imprese altre virtue
Non sendo premio alle fatiche sue.

Cattivi versi, ma strazianti. Il suo riso è frutto di malinconia. Mentre Carlo VIII correva Italia, Piero dei Medici e Federigo d’Aragona si scrivevano i loro intrighi d’amore, il Cardinale da Bibbiena, assassinato di amore, e il Bembo esalavano in lettere i loro sospiri, e l’uno scrivea gli Asolani e l’altro la Calandra, e Machiavelli parlava al deserto, ammonendo, consigliando, e non udito e non curato fece come gli altri, scrisse commedie, ed ebbe l’onore di far ridere molto il Papa e i Cardinali.

Callimaco, l’innamorato di Lucrezia, si associa all’impresa Ligurio, un parasito che usava in casa Nicia. Lo sciocco è Nicia, il furbo è Ligurio, l’amico di casa, come si direbbe oggi. Ligurio tiene le fila in mano, e fa movere tutti gli attori a suo gusto, perchè conosce il loro carattere, ciò che li move.

Ligurio è un essere destituito d’ogni senso morale e che per un buon boccone tradirebbe Cristo. Non ha bisogno di essere Iago perchè Nicia non è Otello. È un volgare mariuolo, che con un po’ più di spirito farebbe ridere. Riesce odioso e spregevole, il peggior tipo di uomo che abbia nel Principe concepito Machiavelli. Fessenio è più allegro e più spiritoso, perciò più tollerabile. Ciò che move Ligurio e gli aguzza lo spirito, è la pancia, finisce le sue geste in cantina. Ma questo suo lato comico è appena indicato, e questa figura ti riesce volgare e fredda.

Un altro associato di Callimaco è il suo servo Siro. Costui ha poca parte, ma è assai ben disegnato. Ode tutto, vede tutto, capisce tutto, ed ha aria di non udire,