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Uomini grandi e dotti ti fan guerra,
Chi t’esaltò, or t’ha perseguitata:
Va nel Levante e in tutto l’Occidente,
E guarda di noi dua chi ha più gente.

Allora la Speranza viene in soccorso:

Leva su gli occhi alla città superna
Ch’è fabbricata senza ingegno umano.

Ma l’anima teme, pensando la sua debolezza:

Come io digiuno un dì, io son sì bianca,
Che par che un curandajo m’abbi imbiancato;
Io mi starei a dormir sur una panca,
E il corpo vuole un letto sprimacciato.

La speranza le pone avanti l’esempio de’ Santi e soprattutto di Santo Agostino,

Quando diceva orando: Signor mio,
Questo mio cor non si può consolare:
Tu solo sei quel che lo puoi quietare.

Allora l’assale la Disperazione e dice:

Pensa che la giustizia arà il suo loco;
E tu hai fatti assai ben di peccati:
O, tu dirai: io non vo’ disperarmi,
Perchè Dio è parato a perdonarmi.

Ma l’anima risponde allo scherno, cacciandola da sè:

E tu va via, bestiaccia maledetta.

Segue un’altra disputa tra la Carità, della quale San Paolo celebra le lodi, e l’Odio, in cui spunta l’ombra di un carattere, qualche cosa di simile a un Capitano millantatore:

Voltati in qua, porgimi un po’ l’orecchio,
E non guardar ch’io sia canuto e vecchio,

 De Sanctis ― Lett. Ital. Vol. I 7